
Il Friuli Venezia Giulia si prepara a una nuova stagione di investimenti nel settore turistico.
Con il nuovo Fondo Turismo 2026, previsto dall’articolo 133 della Legge Regionale 17/2025, la Regione sostiene gli interventi di riqualificazione, ampliamento, ammodernamento e miglioramento delle strutture ricettive presenti sul territorio.
Non si tratta di un semplice contributo economico, ma di una misura pensata per favorire una crescita reale dell’offerta turistica regionale. L’obiettivo è incentivare interventi capaci di migliorare la qualità dell’accoglienza, il comfort degli ospiti, l’accessibilità, l’efficienza energetica e la competitività delle strutture ricettive.
Per alberghi, B&B, alberghi diffusi, campeggi, villaggi turistici e strutture ricettive esistenti, il bando rappresenta quindi un’occasione concreta per trasformare un intervento edilizio o impiantistico in un investimento strategico.
Possono presentare domanda le Micro, Piccole e Medie Imprese con sede legale o unità locale in Friuli Venezia Giulia.
Tra le strutture ammesse rientrano:
È fondamentale verificare fin dall’inizio la corretta classificazione dell’impresa e la presenza dei codici ATECO richiesti. In particolare, il bando richiama i codici 55.10, 55.20 e 55.30. È inoltre ammesso il codice 56.11.11, relativo alla ristorazione con somministrazione, quando l’attività è esercitata all’interno di una struttura ricettiva.
Questo aspetto non va sottovalutato: prima di impostare il progetto e il computo metrico, occorre accertare che l’impresa abbia i requisiti soggettivi e amministrativi corretti.
Il bando finanzia interventi finalizzati all’incremento qualitativo e quantitativo dell’offerta ricettiva.
Sono ammissibili, tra gli altri, interventi di:
Un elemento particolarmente interessante riguarda le opere edili e impiantistiche.
Tra gli interventi di manutenzione straordinaria e riqualificazione possono infatti rientrare anche il rifacimento e l’ammodernamento degli impianti tecnologici della struttura, compresi:
Per molte strutture ricettive esistenti, proprio il rinnovo degli impianti rappresenta uno degli interventi più strategici, perché consente di migliorare il comfort degli ospiti, ridurre i consumi energetici e aumentare il valore complessivo dell’immobile.
Il bando consente inoltre di includere anche interventi relativi ai pubblici esercizi annessi alla struttura ricettiva, come bar o ristoranti interni, quando collegati all’attività ricettiva.
Il bando distingue diverse tipologie di intervento, con soglie minime di spesa.
Per l’acquisto di arredi e attrezzature, la soglia minima indicata è pari a 10.000 euro.
Per opere edili e impianti, comprese nuova costruzione, ampliamento, ristrutturazione, restauro e manutenzione, la soglia minima è pari a 20.000 euro.
Per i parcheggi, è prevista una soglia minima di 20.000 euro, con indicazione di almeno tre posti auto per le strutture alberghiere.
Per l’acquisto di immobili da destinare a struttura ricettiva, la spesa ammissibile è limitata al 50% del prezzo di acquisto. Questo significa che, in regime De Minimis con contributo al 50% della spesa ammissibile, il contributo effettivo sull’acquisto dell’immobile può arrivare al 25% del prezzo complessivo.
Il contributo massimo concedibile per singola domanda è pari a 300.000 euro.
Il bando prevede due principali regimi di aiuto.
Il primo è il regime De Minimis, generalmente il più interessante per molte imprese, con contributo pari al 50% della spesa ammissibile, nel rispetto del limite complessivo di 300.000 euro nel triennio per impresa unica.
Il secondo è il regime GBER, che prevede intensità diverse in funzione della dimensione dell’impresa e della tipologia di investimento. In sintesi, per gli investimenti ai sensi dell’articolo 14 del Regolamento UE 651/2014, il contributo può arrivare al 30% per micro e piccole imprese e al 20% per medie imprese. Per gli aiuti alle PMI ai sensi dell’articolo 17, le percentuali sono pari al 20% per micro e piccole imprese e al 10% per medie imprese.
La scelta del regime non è un dettaglio formale, ma una decisione strategica che va valutata in base alla situazione dell’impresa, agli aiuti già ricevuti e alla composizione dell’investimento.

Il bando prevede una graduatoria valutativa.
Questo significa che non sarà sufficiente presentare una domanda formalmente corretta: sarà necessario costruire un progetto competitivo, capace di ottenere un punteggio elevato.
Tra i principali elementi premianti rientrano:
Il possesso del permesso di costruire o della SCIA al momento dell’invio della domanda può attribuire punteggio aggiuntivo e rappresenta anche un elemento di sicurezza per l’intero investimento.
La domanda richiede una documentazione tecnica solida e coerente.
Tra gli elaborati fondamentali rientrano:
Per le opere edili e impiantistiche il computo metrico deve essere dettagliato e sottoscritto da un tecnico abilitato. Per arredi e attrezzature, invece, possono essere sufficienti i preventivi dei fornitori, purché correttamente impostati e coerenti con l’intervento.
La qualità della documentazione tecnica è decisiva: una carenza progettuale, una difformità urbanistica o un computo poco chiaro possono compromettere l’istruttoria e ridurre le possibilità di ottenere il contributo.
Il bando riconosce specifiche premialità agli interventi localizzati in aree considerate strategiche.
Tra queste rientrano:
Per le aree montane, in alcuni casi, la premialità non riguarda l’intero territorio comunale ma specifiche frazioni o centri abitati. Per questo motivo è importante verificare con precisione la localizzazione catastale dell’immobile prima di impostare la domanda.
Intervenire in aree storiche, vincolate o UNESCO richiede inoltre una progettazione più attenta, capace di coniugare rispetto dei vincoli, qualità architettonica, comfort moderno ed efficienza energetica.
Una delle opportunità più rilevanti riguarda la possibilità di valutare il Bando Strutture Ricettive FVG 2026 insieme al Conto Termico 3.0.
La strategia più efficace consiste nel costruire un progetto integrato, suddividendo correttamente le lavorazioni tra i diversi canali di incentivo.
Il Bando Strutture Ricettive FVG può sostenere la parte edilizia, architettonica e funzionale dell’intervento, come ristrutturazioni, ampliamenti, riqualificazione degli spazi, aree wellness, arredi, attrezzature, finiture e miglioramento complessivo della struttura.
Il Conto Termico 3.0, invece, può essere valutato per gli interventi di efficientamento energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili termiche, come pompe di calore, sistemi ibridi, impianti a biomassa, solare termico e altri interventi previsti dalla disciplina GSE.
La novità più interessante riguarda anche la possibilità di inserire, nei casi previsti dal Conto Termico 3.0, impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo, purché realizzati congiuntamente agli interventi ammessi e nel rispetto delle regole GSE, in particolare quando collegati alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con pompa di calore elettrica.
Questo aspetto può essere molto importante per alberghi, B&B e strutture ricettive con impianti obsoleti, perché consente di progettare una riqualificazione energetica completa: sostituzione del vecchio generatore, installazione della pompa di calore, eventuale fotovoltaico con accumulo, miglioramento dei consumi e riduzione dei costi di gestione.
In questa logica, il progetto non deve essere costruito come una semplice raccolta di preventivi, ma come un vero piano tecnico-economico integrato, dove ogni lavorazione viene collocata nel canale di incentivo più corretto.
Una progettazione coordinata può aumentare sensibilmente la quota di investimento agevolabile, migliorare il ritorno economico dell’operazione e trasformare la struttura ricettiva in un edificio più efficiente, più confortevole e più competitivo.
Le domande potranno essere presentate:
dal 15 giugno 2026, ore 10:00
al 15 settembre 2026, ore 16:00
Il rispetto delle scadenze è fondamentale. La trasmissione della domanda avviene in modalità telematica e richiede una preparazione documentale completa prima dell’invio.
Il bando prevede inoltre la possibilità, in specifiche condizioni e in regime De Minimis, di considerare ammissibili anche alcune spese sostenute prima della presentazione della domanda, a partire dal 30 giugno 2024 o dal 1° gennaio 2025 per determinate casistiche.
Una volta concesso il contributo, i lavori devono essere conclusi entro 24 mesi dalla concessione.
È ammessa una sola proroga, fino a un massimo di 12 mesi, purché motivata e richiesta prima della scadenza originaria.
Dopo la rendicontazione, occorre inoltre rispettare il vincolo di destinazione e mantenimento dei beni:
L’IVA non è generalmente ammissibile, salvo i casi in cui rappresenti un costo reale non recuperabile per l’impresa.
L’errore più frequente è attendere l’apertura del portale.
In realtà, per una domanda competitiva, il lavoro deve iniziare prima.
Servono rilievi, verifiche urbanistiche, analisi catastali, studio del progetto, computo metrico, valutazione energetica, verifica dei requisiti dell’impresa, scelta del regime di aiuto e analisi della possibile integrazione con altri incentivi.
Chi arriverà a giugno con un progetto già strutturato avrà molte più possibilità di presentare una domanda completa, coerente e competitiva.
Il nostro studio affianca alberghi, B&B, alberghi diffusi, campeggi, villaggi turistici e strutture ricettive in tutte le fasi dell’intervento.
Possiamo occuparci di:
Il Bando Strutture Ricettive FVG 2026 può essere una grande occasione per rinnovare il patrimonio turistico regionale, ma il risultato dipenderà dalla qualità del progetto e dalla capacità di costruire una strategia corretta fin dall’inizio.
Per questo motivo è consigliabile muoversi con anticipo, verificare subito la situazione urbanistica e impiantistica della struttura e impostare un progetto capace non solo di ottenere il contributo, ma di migliorare realmente il valore dell’immobile e la competitività dell’attività ricettiva.

