Bonus e agevolazioniBANDO CONDOMINI FVG: PUBBLICATO IL TESTO UFFICIALE, CONTRIBUTI FINO A 300.000 EURO

BANDO CONDOMINI FVG: PUBBLICATO IL TESTO UFFICIALE, CONTRIBUTI FINO A 300.000 EURO

 

Finalmente è stato pubblicato il testo ufficiale del Bando Condomini FVG 2026 dedicato agli interventi di efficientamento energetico degli edifici condominiali del Friuli Venezia Giulia.

Con Delibera della Giunta regionale n. 1179 del 7 agosto 2026 è stato infatti adottato il bando previsto dall’articolo 3 della Legge regionale 4 luglio 2025, n. 8, finalizzato a sostenere interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali che producano un miglioramento della prestazione energetica.

 

👉 SCARICA QUI IL TESTO COMPLETO DEL BANDO CONDOMINI FVG

 

Ora che abbiamo finalmente a disposizione il testo definitivo possiamo capire con precisione cosa viene finanziato e, soprattutto, come deve prepararsi un condominio che vuole accedere al contributo.

Il punto più importante è uno: non bisogna aspettare l’apertura delle domande per iniziare a lavorare sulla pratica. Quando si presenterà la domanda, infatti, una parte consistente del lavoro tecnico dovrà essere già stata completata.

 

COSA FINANZIA IL BANDO CONDOMINI FVG 2026/2027

Il contributo riguarda interventi di miglioramento energetico realizzati sulle parti comuni del condominio e varia in funzione della rilevanza dell’intervento.

Sono previste tre principali categorie:

Ristrutturazione importante di primo livello: contributo pari al 40% della spesa ammissibile fino a un massimo di 300.000 euro.

Ristrutturazione importante di secondo livello: contributo pari al 40% fino a un massimo di 150.000 euro.

Riqualificazione energetica: contributo pari al 30% fino a un massimo di 100.000 euro. Nei casi previsti dal bando con maggioranza dei millesimi di proprietà ATER la percentuale può arrivare al 40%.

Sono quindi finanziabili interventi importanti sull’involucro e sugli impianti, purché finalizzati al miglioramento della prestazione energetica complessiva del condominio.

Un aspetto interessante è che tra le spese ammissibili rientrano anche le spese tecniche, i costi per la redazione degli APE, le spese amministrative e di gestione della pratica, gli oneri per la sicurezza e diverse opere strettamente collegate agli interventi energetici.

 

IL PUNTO CENTRALE È LO STUDIO PRELIMINARE DI FATTIBILITÀ

A mio avviso questa è la parte più importante del nuovo bando.

Prima ancora di pensare alla domanda bisogna capire cosa conviene realmente fare sul condominio.

Non basta decidere genericamente di realizzare un cappotto, rifare la copertura o sostituire l’impianto termico. È necessario valutare tecnicamente l’edificio, confrontare le diverse soluzioni e costruire un intervento che abbia senso sia dal punto di vista energetico sia dal punto di vista economico.

Il bando richiede infatti che, prima della domanda, l’assemblea abbia già approvato uno studio di fattibilità/progetto redatto nel rispetto del Decreto Requisiti Minimi 2025.

Lo studio deve indicare almeno: quali lavori si intendono realizzare, la stima dei lavori, il quadro economico complessivo, il quadro economico della spesa ammissibile al contributo e la classificazione energetica dell’intervento.

In sostanza, l’assemblea deve essere messa nelle condizioni di sapere: quanto costa l’intervento, quanto può finanziare la Regione e quale potrebbe essere la quota residua a carico dei condòmini.

 

Per questo considero lo studio di fattibilità il vero punto di partenza del bando.

 

 

PRIMA DELLO STUDIO SERVONO GLI APE ANTE OPERAM

Per progettare correttamente bisogna però conoscere da dove parte energeticamente l’edificio.

Il bando richiede già in fase di domanda gli APE ante operam delle unità immobiliari per le quali è prevista la certificazione, depositati nel Catasto regionale CENEDfvg, insieme a un prospetto riepilogativo dei relativi dati energetici.

Gli APE sono quindi molto più di un semplice allegato burocratico.

Servono a determinare la prestazione energetica iniziale del condominio e saranno confrontati con gli APE post intervento per dimostrare l’effettivo miglioramento energetico ottenuto. Il bando richiede l’APE ante e post per le unità interessate, comprese quelle non residenziali per le quali l’attestato è previsto, escludendo ad esempio garage, cantine e depositi.

Questo significa che senza aver predisposto gli APE ante operam non si è realmente pronti per presentare la domanda di contributo.

 

COME SI ARRIVA ALLA DOMANDA: IL PERCORSO CORRETTO

Il percorso può essere riassunto così: APE ANTE OPERAM → STUDIO DI FATTIBILITÀ → STIMA DEI LAVORI E QUADRO ECONOMICO → ASSEMBLEA → DOMANDA → CONCESSIONE DEL CONTRIBUTO → LAVORI

Vediamolo in concreto.

 

1 – APE ANTE OPERAM

Si parte dalla fotografia energetica delle unità immobiliari e quindi dell’intero edificio.

Questa fase permette di conoscere la situazione di partenza e fornisce i dati necessari per progettare gli interventi.

2 – STUDIO DI FATTIBILITÀ

Sulla base degli APE si valutano le varie possibilità: isolamento delle facciate, copertura, interventi sugli impianti o combinazioni di più lavorazioni.

L’obiettivo è individuare la soluzione con il miglior equilibrio tra risultato energetico, costo dei lavori e contributo ottenibile.

3 – STIMA DEI LAVORI E QUADRO ECONOMICO

Una volta individuata la soluzione bisogna stimarne il costo.

Il bando richiede espressamente sia il quadro economico totale, sia l’individuazione della parte di spesa effettivamente ammissibile al contributo.

Questo passaggio è fondamentale perché costo complessivo del cantiere e spesa finanziabile non necessariamente coincidono.

4 – ASSEMBLEA CONDOMINIALE

A questo punto si può presentare ai condòmini un progetto concreto.

L’assemblea non vota più un generico “facciamo il cappotto”, ma può conoscere interventi, costi, contributo potenziale e investimento residuo.

Il progetto/studio di fattibilità deve essere approvato dall’assemblea prima della presentazione della domanda.

5 – DOMANDA DI CONTRIBUTO

Solo dopo questa preparazione tecnica viene presentata la domanda attraverso il sistema regionale Istanze On Line – IOL, allegando la documentazione richiesta.

Quindi è bene ribadirlo: prima si progetta, poi si presenta la domanda. Non il contrario.

 

DOPO LA DOMANDA SAPREMO SE IL CONTRIBUTO È STATO CONCESSO

Anche questo è un aspetto molto importante per i condomìni.

Il bando non prevede una graduatoria “a punteggio” tradizionale, ma una procedura a sportello: le domande vengono considerate secondo l’ordine cronologico di presentazione e finanziate fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Dopo la presentazione della domanda la Regione effettua l’istruttoria e, in caso di esito positivo, emette il decreto di concessione del contributo.

Il bando indica un termine di 90 giorni dalla presentazione della domanda, fatte salve eventuali sospensioni o richieste di integrazione.

Formalmente le spese ammissibili possono essere sostenute successivamente alla data della domanda.

Tuttavia, per un condominio che voglia affrontare l’investimento con maggiore sicurezza, ritengo molto più prudente seguire questa logica: presentiamo la domanda → attendiamo il decreto di concessione → conosciamo l’importo effettivamente riconosciuto → avviamo il cantiere.

In questo modo, quando si parte con i lavori, il condominio non ragiona più su un contributo soltanto teorico, ma dispone del provvedimento con il quale la Regione ha effettivamente concesso l’incentivo.

 

PERCHÉ BISOGNA MUOVERSI PRIMA DELL’APERTURA DELLE DOMANDE

Proprio perché le domande vengono finanziate secondo l’ordine cronologico di presentazione, arrivare preparati all’apertura del bando sarà fondamentale.

In un condominio con dieci, venti o trenta unità non si possono preparare in pochi giorni gli APE, studiare gli interventi, fare la progettazione preliminare, predisporre il quadro economico e convocare l’assemblea.

Il lavoro va iniziato prima.

Per questo il consiglio agli amministratori e ai condomìni interessati è molto semplice: non aspettate l’apertura della domanda per iniziare a occuparvi del bando.

La prima cosa da fare oggi è predisporre gli APE ante operam e uno studio preliminare di fattibilità, in modo da arrivare all’apertura della procedura con un progetto già studiato, costi definiti e assemblea nelle condizioni di prendere una decisione consapevole.

Il bando mette sul tavolo contributi importanti, fino a 300.000 euro per condominio. Ma per sfruttare realmente questa opportunità bisogna arrivare preparati.

 

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